Recensioni

 

Daniel Buso

In-formale è negazione della riconoscibilità della forma: smarrirsi nella materia per rinunciare alla creazione.

Niente di più distante dalle opere di Teresa Fabris. Il suo percorso consiste infatti nella ricerca di una creazione, la materia non è che un medium di cui dispone magnificamente per catturare il suo impeto. Un impeto formale che la costringe a creare. Forme sempre nuove, mutevoli e condannate alla soggettività di un'impressione, che si disperde soltanto confrontandosi con il pubblico.

Eppure Teresa Fabris sembra aver trovato recentemente una sorta di folgorazione: l'astratto poli-forme costruito faticosamente con la tecnica dell'acquerello.

Delicato ossimoro (astratto poli-forme) per un tentativo di evasione reso impossibile dai colpi della sua esplosività immaginifica.

 

Giorgio Pilla

Siamo di fronte ad una serie di acquerelli splendenti per luce e per profondità: sono dei quadri che sono assolutamente bidimensionali, a colpo d'occhio, ma che se si vanno ad analizzare danno senz'altro il senso della profondità, con un trucco, tra virgolette, da pittore ovviamente, perché lasciando questi piccoli spazi bianchi si creano dei fori: è il respiro del quadro.

Attraverso questi fori, queste lacerazioni, c'è proprio questa grande armonia tra il fondo che non si vede ma che c'è ed il presente che, evidentemente, è quello che si fa vedere di più.

Per dirla in poche parole, uso fantastico della calligrafia ed altrettanto importante l'uso del colore perché, senza l'abbinamento di questi due movimenti, questi quadri non esisterebbero. "E' chiaro che non esisterebbero", ma in maniera etica, non esisterebbero cioè nella loro bellezza attuale.

 

Francesco Valma - Corriere del Veneto

La penna traccia sul foglio con mano sicura infiniti segni in un incessante percorso dove la mano non si ferma. Nasce cosi una sorta di libero reticolo sempre diverso, di aree delimitate solo dalla fantasia, di elementi accostati come trasfigurate tessere di mosaico che l'acquerello riveste con i colori del sogno. Filtra talvolta la luce bianca tra le magiche maglie conferendo alla visione armoniosa profondità. E' una “calligrafia” del cuore per esprimere Sguardi, Mondi sommersi o qualcosa che sta Dietro l'immagine. In Risveglio in città, realizzato con solo acquerello, permane lo stesso respiro poetico.

Ezio Zanesini - La Nuova

Si mostra valente acquerellista per la sua capacità d'uso del colore ma, soprattutto, della calligrafia che da vita ad una linea evocativa senza soluzione di continuità coprente l'intera superficie del dipinto, formando dinamiche volute che affascinano per quell'andamento musicale che ne scaturisce quale intrigante complemento.

 

Gabriella Niero

La pittrice interpreta attraverso la finissima tecnica dell'acquerello una dimensione interiore trasfigurata da un disegno fluente e libero che traccia arcane planimetrie. I contrappunti cromatici, le delicate trasparenze, le improvvise accensioni dei colori caldi rendono le immagini vibranti, quasi a seguire una dolce armonia e nel contempo sono proiezioni di una vitalità emozionale che diventa con l'arte un momento unico. Quello di Teresa Fabris è un percorso che traduce simbolicamente i percorsi dell'anima.

 

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